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Asmahàn la Principessa cantante.

Asmahàn la Principessa cantante.

Quando le donne sognavano alla radio.

La vita della cantante attraverso le pagine del libro “La terrazza proibita” di Fatema Mernissi

Asmahàn la Principessa cantante nell’immaginario femminile delle donne arabe.

In questi mesi sono totalmente assorbita dalle musiche, dalle immagini e dai testi degli anni ’20-’50 del secolo scorso. Per poter preparare le lezioni del corso di Storia della Musica e della Danza Egiziana mi sono immersa totalmente nella vita e nelle emozioni dei protagonisti di quegli anni.

Durante le lezioni abbiamo parlato dei grandi cantanti egiziani di quell’epoca e di quanto hanno influenzato l’immaginario, i sogni e le aspirazioni di intere generazioni. Ci siamo soffermate in particolare sulle figure femminili, che hanno affascinato le donne arabe (e non solo) grazie alla loro personalità, carisma e desiderio di libertà, offrendo un modello nuovo a cui ispirarsi lontano dagli stereotipi della donna sottomessa e marginale.

Con la loro arte queste leggendarie cantanti hanno rappresentato una forma di riscatto femminile all’interno di una società patriarcale e maschilista, conquistando fama e riconoscimenti.

 

Una testimonianza dal libro “La terrazza proibita”.

Mi sono quindi ricordata del libro “La terrazza proibita”, romanzo autobiografico di Fatema Mernissi, che riporta una testimonianza di queste influenze. La scrittrice infatti dedica un intero capito alla cantante Amal al-Atrash, conosciuta come Asmahàn e sorella del famoso cantante ed attore Farid al-Atrash. Principessa siriana d’origine drusa, donna ribelle e passionale, a tratti trasgressiva, nella sua breve vita ha mescolato tradizione e modernità, musica araba e stile hollywoodiano.

Un libro che consiglio di leggere – come tutti i testi di Fatema Mernissi – per avere uno spaccato di una parte della società araba e dei costumi di quel periodo storico. 

Se desiderate approfondire segnalo questo interessante audio di Medio Oriente e Dintorni.

Le donne arabe sognavano attraverso l’ascolto delle melodie alla radio.

Ma torniamo al libro “La terrazza proibita”. L’autrice racconta di quando <<nel tardo pomeriggio, non appena gli uomini uscivano di casa, le donne si precipitavano alla radio, l’aprivano con le loro chiavi clandestine, e davano il via ad una frenetica ricerca di melodie e canzoni d’amore.>>

Ad un certo punto quando <<l’aria si riempiva di una calda e tenera voce maschile, come quella dell’egiziano Abdelwahhàb che cantava sommessamente “Uhibbu al-hayàt al-hurra” (Io amo la vita libera, senza catene), l’intero cortile cominciava a mugolare e a fare le fusa dal piacere>>

Fatema Mernissi prosegue il suo racconto introducendo le nostre amate cantanti arabe…

 

Asmahàn la Principessa cantante o Umm Kulthum la Stella d’Oriente?

Ecco <<la voce ammaliante della principessa Asmahàn del Libano, che sussurrava sulle onde dell’aria, “Ahwà! Anà, anà, anà, ahwà!” (Sono innamorata! io, io, io sono innamorata!). Allora le donne andavano letteralmente in estasi. Calciavano via le scarpe dai piedi e danzavano a piedi nudi in processioni intorno alla fontana, con una mano impegnata a sollevare il bordo del caffettano e l’altra ad abbracciare un invisibile partner.>>

La scrittrice ricorda che era difficile intercettare alla radio una delle canzoni di Asmahàn. <<Molto più spesso ascoltavamo inni nazionalistici cantati da Umm Kulthum, una diva egiziana capace di gorgheggiare per ore sul grandioso passato degli arabi e sulla necessità di recuperare la nostra gloria contrastando gli invasori colonialisti.>>  

Fatema descrive le caratteristiche delle due cantanti. <<Quale differenza tra Umm Kulthum, ragazza povera ma dotata di un’ugola d’oro, scoperta in un oscuro villaggio egiziano, che attraverso la disciplina e il duro lavoro si era fatta strada nel mondo delle celebrità, e l’aristocratica Asmahàn, che non aveva dovuto fare il benché minimo sforzo per raggiungere la fama! >>  

Personalità differenti, libere ed indipendenti.

Umm Kulthum

Umm Kulthum photo credit Getty Images

<<Umm Kulthum proiettava l’immagine di una donna araba insolitamente determinata e sicura di sé, che aveva uno scopo nella vita e sapeva il fatto suo, mentre Asmahàn faceva sprofondare i nostri cuori nel dubbio e nello smarrimento.>>

Le canzoni di Umm Kulthum toccavano temi e valori importanti <<la condizione degli arabi e la pena del loro umiliante presente – facendosi portavoce del nostro anelito di indipendenza.>>.

 

Le donne arabe amavano Asmahàn perché aveva realizzato il loro sogno.

Asmahàn

Asmahàn photo credit Getty Images

Asmahàn la Principessa cantante <<con l’aria  completamente smarrita e disperatamene elegante, era solita portare gonne corte e camicette di taglio occidentale. Era del tutto dimentica della cultura araba, passata e presente, e totalmente assorta nella sua tragica e fatale ricerca della felicità.>>

 

 

<<Tutto quello che desiderava era agghindarsi, mettersi fiori nei capelli, e, con lo sguardo languido, cantare e perdersi nelle danza tra le braccia un uomo innamorato, romantico come lei – un uomo buono e affettuoso che avesse il coraggio di rompere con le leggi del clan, e danzare pubblicamente con la donna amata. Le donne arabe, costrette a danzare da sole nei loro cortili chiusi, ammiravano Asmahàn perché aveva realizzato il loro sogno: stringersi a un uomo in una danza di stile occidentale, e volteggiare con lui in un abbraccio appassionato. Il piacere fine a se stesso, a fianco di un uomo che a sua volta non fosse interessato ad altro, era l’immagine evocata da Asmahàn.>>

<<Asmahàn metteva in pratica ciò che professava nelle sue canzoni. Era dell’idea che una donna potesse avere sia l’amore che la carriera; insisteva per vivere una piena vita coniugale e al tempo stesso esplorare ed esibire le sue doti di attrice e cantante>>

Viveva una vita ribelle, fuori dalle regole e dalle convenzioni  e Una dove avventure ed emozioni erano vissute in tutta fretta. Perché Asmahàn avvertiva di avere poco tempo.  <<So che non vivrò a lungo.>>

La tragica fine di Asmahàn la Principessa cantante.

La morte sopraggiunse all’improvviso in un incidente di auto, mentre viaggiava con un’amica. Una morte avvolta nel mistero che lasciò nel più profondo dolore i suoi ammiratori. Si parlò di un intrigo internazionale di spie. Qualcuno pensò che fosse stata eliminata dai servizi segreti inglesi, altri da quelli tedeschi.

<<Eppure, dopo la sua morte, Asmahàn più leggendaria che mai, perché aveva dimostrato alle donne arabe che una vita ricolma di deliberata autoindugenza, per quanto breve e scandalosa, era meglio di una vita lunga e onorata nel rispetto di una letargica tradizione. Asmahàn incantava sia uomini che donne con l’idea che, in una vita avventurosa, il successo o il fallimento non avessero importanza, e che una vita siffatta fosse molto più desiderabile di una passata a dormire protetti da porte e cancelli. Non si poteva canticchiare una delle sue canzoni senza che si affacciassero alla mente dei frammenti della sua vita tanto incredibile ed eccitante, quanto tragica e breve.>>

Si conclude il capitolo dedicato ad Asmahàn.

L’epilogo del capito che Fatema Mernissi dedica ad Asmahàn riporta una considerazione importante sul teatro, da estendere a tutta l’arte per la capacità di farci sognare.

<<Versavo molte lacrime sul tragico destino di Asmahàn in quelle pomeridiane sedute teatrali, su una terrazza isolata. Assistevo Shàma nelle sue effimere avventure libanesi, tenendo d’occhio, nel contempo, il moto delle stelle sopra la mia testa. Il teatro, quel dire ad alta voce i propri sogni, quel dare corpo alle proprie fantasie, era di essenziale importanza. Mi chiedevo perché mai non venisse dichiarato una istituzione sacra.>>

Spero di avervi incuriosito in questo brevissimo viaggio alla scoperta di Asmahàn attraverso le parole della grande scrittrice Fatema Mernissi e la selezione di alcuni brani musicali.

Consiglio nuovamente la lettura del libro “La terrazza proibita” e l’ascolto delle canzoni che ho inserito nell’articolo.

Se siete interessate al corso corso sulla Storia della Musica e della Danza Egiziana contattatemi. Resto a disposizione per domande e/o collaborazioni. 

Se desiderate condividere l’articolo potete farlo dalle pagine del nostro Blog.

Buona lettura!

Daniela Allotta

 

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